Il poker come passaporto per trovare un lavoro
sabato, giugno 6, 2009 19:30Il gioco del poker sta guadagnando punti non solo nella scala dei passatempi preferiti, ma addirittura come passaporto per trovare un lavoro. Un’azienda che si occupa di orientamento post-laurea sostiene l’utilità di indicare nel proprio curriculum il fatto di essere giocatori di poker come elemento “a favore” della propria preparazione. Giocare a poker migliora infatti la capacità di concentrazione, di essere rapidi nella valutazione dei rischi e anche di intuire la persona che si ha di fronte. Tutte capacità che oggi hanno una grande utilità nel mondo del lavoro. Ma anche il poker in sè sta acquisendo sempre più fascino tra i giovani giocatori i quali sempre più spesso ambirebbero a trasformare una passione, quella per il gioco, in professione. Poche settimane fa in Sardegna si è tenuto un torneo di poker dal vivo: ai numerosi studenti universitari che si sono presentati l’Organizzazione ha domandato quale potesse essere una buona professione per il futuro data l’attuale situazione di crisi, e circa uno su tre ha risposto: “giocatore di poker”. Probabilmente il risultato è stato favorito dalla circostanza, ma, per un giusto confronto, la professione del medico si è piazzata al secondo posto, e molto più in basso quella dell’esperto informatico.
Sicuramente non è facile realizzare questo sogno, pochi sono quelli che ci riescono. Ma che sia possibile lo testimonia il dilagare delle trasmissioni televisive dedicate al poker. La vera novità è però il gioco per beneficienza: prendendo spunto dal mondo del calcio, dove si organizzano partite giocate dai VIP a scopo benefico, anche nel mondo del poker è stato organizzato un torneo di Texas Hold’em denominato “Stars for charity”, trasmesso da La7, che ha fruttato la considerevole cifra di 150.000 Euro a favore dei terremotati dell’Abruzzo, al quale sono stati chiamati a partecipare due personaggi noti come Francesco Totti e Pupo.
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